LO STUDIO DI ACAST: L’adv via podcast è la strada giusta

Acast ha appena presentato i risultati di uno studio che sembrano soddisfare le aspettative degli advertiser

Uno dei quesiti che ultimamente accompagnano costantemente il settore dei podcast è: “Fare advertising sui podcast è davvero un affare?”

Lo studio di Acast

Ebbene, le statistiche raccolte da uno studio condotto da Acast testimoniano che è davvero così, come affermano gli stessi marketer: ogni dollaro speso restituisce tra i quattro e i sei dollari di ricavi. La ricerca presentata dalla piattaforma svedese è stata realizzata in collaborazione con Attest, tenendo in considerazione i dati raccolti da due studi precedenti, uno del 2020 secondo cui il ritorno sull’investimento per ogni dollaro era di 2,4 dollari, l’altro del 2022 con Spotify, ma svolto solo in Svezia, che attestava il ROI, Return Of Investment, a 6,2 dollari.

La ricerca appena conclusa ha intervistato 250 advertiser statunitensi che hanno investito in campagne podcast multiple per saggiare l’efficacia del mezzo e arrivare cosi ad identificare una serie di best practice da condividere con gli inserzionisti che vogliono ottenere il massimo ritorno sull’investimento pubblicitario.

I dati emersi dalla ricerca

Andando nello specifico, il ROI ha oltrepassato i 6 dollari per il 20 per cento degli interpellati, mentre si attesta tra 4 e 6 dollari per il 37 per cento, rimane tra 2 e 4 dollari per il 3 per cento e a 2 dollari per il restante 13 per cento. Ciò significa che gli advertiser sono soddisfatti di come stanno andando le cose, tanto da considerare i podcast il primo canale su cui investire per le loro campagne presenti e future, addirittura prevedendo un budget superiore per le prossime. Ma non è tutto, poiché il 63 per cento degli interpellati pensa che i podcast meritino una fetta ben più ampia in quanto a investimenti pubblicitari: il 31 per cento ne valuta il potenziale in una quota che va dal 7 per cento al 10 per cento e il 32 per cento pensa che meritino tra l’11 per cento e il 14 per cento del budget.

LE BEST PRACTICE

Per quanto riguarda le best practice, comprendono tutti i settori, a cominciare da consigli sulla dimensione ideale dello show, fino alle modalità di segmentazione del pubblico a generi, senza tralasciare la frequenza e il ruolo del podcast nel marketing mix. Esiste una controversia tra investire in pochi spettacoli ma di grandi dimensioni oppure considerare un numero maggiore di podcast ma più piccoli. Il verdetto, considerando i risultati della ricerca Acast, indica i podcast più piccoli in pole position per quanto riguarda la percentuale più alta di ascoltatori, anche con un maggior numero di messaggi pubblicitari.

LA SEGMENTAZIONE

Altro dato importante, e forse inaspettato, è quello della segmentazione: il targeting contestuale è stato superato nelle risposte dal targeting per interessi e demografia per le risposte fornite da chi ha dichiarato un ritorno superiore ai 6 dollari, mentre per la fascia di ROI da 4 a 6 dollari il targeting demografico ha raccolto la percentuale più alta (40%). Il genere che offre il maggior ritorno, secondo il 38 per cento degli intervistati, è il business, seguito da TV e cinema (16%) e sport (9%).

Il podcast del marketing mix è quello che più di tutti si abbina agli altri mezzi, poiché permette di raggiungere un pubblico giovane e impegnato, arrivando a migliorare l’efficacia tra il 20 e il 40 per cento. Il formato che dimostra una migliore resa è il display online (61%).

Crediamo che questi dati siano sufficienti a dimostrare che l’adv via podcast sia la strada giusta da percorrere, e che non seguire questa strada rappresenti una perdita di risorse e di opportunità.