La rivoluzione Clubhouse – Intervista a Tommaso Saso

Dopo avervi presentato il nuovo mondo proposto da Clubhouse, abbiamo deciso di chiedere ulteriori informazioni a chi già sta usando questo social, per capire quali sono gli aspetti più apprezzati e, se esistono, le criticità.

Tommaso Saso

Ha risposto alle nostre domande Tommaso Saso, attualmente vice presidente di Manageritalia di Roma, del quale consiglio fa parte dal lontano 2000, e presente anche nel cda del CFMT, Centro di Formazione del terziario Avanzato, partecipato da Manageritalia e Confcommercio. Dal 2004 è inoltre professore di Marketing e dal 2018 docente di Organizzazione Aziendale presso l’Università G. Marconi.

Insomma, avendovi anticipato che Clubhouse ha avuto, almeno ai suoi albori, molto successo tra professionisti e imprenditori, abbiamo deciso di chiedere ad una fonte autorevole.
Ecco cosa ci ha raccontato.

Potrebbe spiegare in poche parole che cos’è Clubhouse?

Intanto vorrei iniziare a dirvi quello che non è Clubhouse. Ad oggi non è parola scritta, non è immagini (tranne l’iconcina del personaggio che partecipa), e non è video. Quindi che cos’è? É parola e voce, un social vocale. Ma noi sappiamo com’è e quello che sta offrendo oggi, e non abbiamo idea di come si svilupperà.
Dovendo definire Clubhouse ora, direi che assomiglia molto a una radio, tant’è vero che la bravura dei moderatori che hanno intenzione di farne un business, è proprio quella di avere i tempi radiofonici e la capacità di lavorare con le persone. Devono saper scegliere soggetti che potrebbero proporre e sviluppare argomenti rilevanti. Quindi si può dire che ci troviamo di fronte ad una radio che lascia molto spazio all’interazione.

Qual è secondo lei il ruolo di Clubhouse nell’attuale panorama dei social network?

Clubhouse è un social media e come tale è un elemento di svago per la maggior parte degli utenti, ma presenta ulteriori sfaccettature interessanti. Si tratta di una piattaforma che permette di sviluppare business, in quanto sui social media si prendono metadati che servono poi per le campagne. È anche un elemento di networking, e ciò avviene in maniera molto diretta, poichè è possibile vedere coloro che si trovano all’interno della room ma anche di sapere in tempo reale di chi si tratta. Come? Ad esempio, quando uno dei partecipanti chiede la parola e interviene, e noi non lo conosciamo, se vogliamo sapere di chi si tratta basta cliccare sulla sua icona per accedere alla sua bio; e se pensiamo che le sue competenze ci possano servire, o se semplicemente desideriamo approfondire l’argomento trattato, è possibile anche interagire con la persona interessata. Clubhouse, in questo modo, può essere un’importante fonte di risorse dal punto di vista lavorativo, sia per incontrare gente interessante sia per farsi conoscere. In effetti può anche diventare uno strumento sociologico interessante, e probabilmente si potrà utilizzare anche per fare recruitment.

Qual è l’approccio di Clubhouse nel mondo dei social network? E quale potrebbe essere la caratteristica che ne sta permettendo il successo?

La prima caratteristica è, come spesso accade quando si tratta di social media, il fatto di essere una novità, più se ne parla e più le persone vogliono iscriversi. Ma non è tutto: c’è l’elemento di marketing dell’esclusività, infatti per entrare occorre essere invitati, che rende la piattaforma ancora più appetibile e desiderabile.
Inoltre, è un social che permette un’interazione in tempo reale, ed ha il grande merito di dare valore e importanza a chi partecipa, conferendogli anche una sorta di riconoscimento sociale. In questo caso il riconoscimento è immediato, infatti il contatto avviene nel momento stesso in cui si entra nella stanza. I partecipanti ascoltano in tempo reale e anche le risposte arrivano immediatamente, come in una vera e propria conversazione. Credo, quindi, che la facilità, la fluidità e il dinamismo con cui si entra in contatto con gli altri utenti, rappresenti un elemento che ben caratterizza il successo di Clubhouse.

Quali sono i consigli che si potrebbero dare agli utenti della piattaforma?

É interessante capire che c’è una forte di voglia di partecipazione, che è un importante elemento psicologico. La gente vuole entrare in una room e vuole parlare. Il moderatore deve saper mantenere i tempi radiofonici, evitare di essere troppo prolisso, riuscire a riprendere la parola e sintetizzare in maniera chiara, soprattutto tenendo sempre conto di quella che è la platea, e quindi rendere l’accesso alla room semplice. Per questo, i moderatori devono essere molto perspicaci e avere la capacità selezionare chi alza la mano, e coinvolgere chi potrebbe avere qualcosa di interessante da dire.
Indubbiamente, la sensibilità del moderatore fa la differenza, poiché scegliere gli speaker giusti e dare spazio agli interlocutori più interessanti rappresentano la chiave del successo, così come la capacità di affrontare argomenti difficili rendendoli semplici e accessibili a tutti.

Quale potrebbe essere il futuro di questo nuovo social?

Secondo me potrebbe rimanere una radio generalista ma con i vantaggi dell’immediatezza della piattaforma, che dà la possibilità di entrare in contatto diretto con gli altri. Si potrebbe trattare quindi di una radio evoluta, semplice e con tantissime stazioni che possono dare l’illusione, e sottolineo la parola illusione, che sia lo stesso utente a portare avanti una discussione o a proporre gli argomenti.
Dall’altra parte c’è la possibilità invece di creare delle verticalizzazioni, come già accade in America, dove le room sono piuttosto chiuse con pochi moderatori e una platea estesa che ascolta.

Clubhouse



Saso sembra quindi avere le idee chiare, anche se ovviamente, essendo un social nuovo e in continuo divenire, fare previsioni risulta piuttosto difficile, come anche lui tende a precisare. Ma non si tira indietro quando prova ad immaginare verso quale direzione Clubhouse si evolverà: “Si è in contatto in tempo reale con la notizia, in contatto diretto con il soggetto o l’oggetto d’interesse, quindi si ha subito la sensazione di una notizia fresca, interattiva e immediata”.

Appare anche una nuova caratteristica, finora forse poco citata, ma importante: l’empatia. Accade infatti che anche coloro che non hanno la possibilità di interagire si sentano coinvolti dalla discussione in atto, poiché gli speaker sembrano capaci di interpretare il pensiero di chi ascolta. Succede perché chi entra in una stanza lo fa per un vero interesse per l’argomento trattato, quindi risulta più facile trovare punti di contatto tra i partecipanti. Conferma Saso: “In qualche modo viene interpretato il pensiero degli ascoltatori, e quindi si ha anche la possibilità di ascoltare domande che magari gli stessi utenti avrebbero fatto all’interlocutore e di ascoltare una notizia non sempre mediata da un giornalista, che commenta ma che si limita a scrivere e riportare”

Altra cosa interessante che emerge quando si utilizza questo social, e provata direttamente da Tommaso Saso, è la possibilità di creare verticalizzazioni. Leggete cosa è successo a lui, noi l’abbiamo trovato davvero interessante: “Un esempio può essere la room che ho aperto con un mio collega per rispondere a dubbi che avevo sul vaccino. Beh dopo un quarto d’ora in questa room aperta senza pianificazione, c’erano una ventina di persone tra cui due medici, due genetisti e quattro infermieri che mi hanno spiegato molto bene come interagivano i tre diversi vaccini sulle cellule”.

Ciò conferma quanto avevamo già intuito noi, ovvero che Clubhouse, se sfruttato al meglio, può fornire servizi e dare informazioni importanti, anche su temi caldi dell’attualità. E in questo periodo, in cui tutti vogliono dire la propria opinione, pur non avendone sempre la facoltà, riuscire ad entrare in contatto con chi realmente ne sa più di noi ed è in grado di trasmettere informazioni utili e veritiere, rappresenta un valore aggiunto da non sottovalutare.