FACEBOOK PROVA A RILANCIARE “LIVE AUDIO ROOMS”

Facebook paga e anche profumatamente per rilanciare la funzione “Live Audio Rooms” negli USA.

Introdotta ufficialmente a giugno negli Stati Uniti e solo a ottobre a livello globale, “Live Audio Rooms” fa parte della nuova gamma di servizi audio presentati da Facebook. Tra questi spicca sicuramente Soundbites, una funzione di audio brevi non troppo dissimile dai Reels di Instagram.

Ma chi sono i destinatari della campagna di Facebook? I creator di contenuti. Secondo la rivista “The Information”, saranno remunerati con un compenso tra i 10.000 e i 50.000 dollari per ogni apporto dato sulla piattaforma. Saranno pagati per sessione e riceveranno una cifra aggiuntiva di 10.000 dollari ogni volta che porteranno ospiti con loro durante la fase di streaming. L’obiettivo di Facebook è quello di spingere i creators a ospitare da 4 a 6 sessioni di streaming che durino mezz’ora o anche di più. Il budget globale di questa iniziativa sfiora il miliardo di dollari, non esattamente pochi soldi.

La neonata Meta si muove in questa direzione per contrastare il servizio offerto da Clubhouse e può contare su numerosi precedenti che fanno bene sperare. Solo pochi mesi fa Instagram ha adottato la sua stessa strategia per aumentare il coinvolgimento sui Reels. Anche il quel caso l’incentivo economico era piuttosto cospicuo: 35.000 dollari per ogni contenuto pubblicato. Ma la casistica non si esaurisce con questo esempio: TikTok ha il suo Creator Fund, Snapchat ha il suo programma Spotlight e Twitter ha lanciato dall’anno scorso un programma di accelerazione a pagamento per la sua funzione audio Spaces.

Insomma, Facebook non compie un vero e proprio salto nel buio ma scommette su una strategia dall’esito tutt’altro che scontato. I prossimi mesi diranno se sarà stata quella vincente o meno.