25 novembre 2021: Quando l’altra metà del cielo si tinge di rosso

25 novembre 2021: giornata mondiale contro la violenza sulle donne

“Forse ho sbagliato a mettere il vestito. Non li voglio i loro sguardi. Vorrei essere invisibile.”

C’è un nemico sottile, a volte silenzioso, che agisce tra le mura domestiche e provoca una sacca di dolore che non si rimargina.

Quel dolore ha un colore – è rosa – perché riguarda soprattutto le donne.

L’altra metà del cielo.

Sì, perché se le ferite del corpo prima o poi tendono a guarire, quelle dell’anima sono dure a rimarginarsi. Lasciano segni profondi, invisibili, silenziosi, che non scompaiono. Come se tutto quel dolore venisse tatuato in maniera indelebile su qualche tessuto vitale, che ne conserva memoria. Per sempre.

In natura esiste una specie animale, il Drago di Komodo, o Varano di Komodo o Kizawi: una specie di lucertola gigante diffusa nelle isole indonesiane.

Grazie alle sue dimensioni, questa lucertola domina sugli ecosistemi in cui vive. Cattura le sue prede – invertebrati, uccelli e mammiferi – sia inseguendole che tendendo loro imboscate. Le sue tattiche di caccia di gruppo costituiscono un’eccezione nel mondo dei rettili.

Generalmente, tende a mordere la preda e seguirla per giorni interi, in attesa della sua morte che avviene per infezione, lenta ma inesorabile.

Ecco, forse chi commette violenza sulle donne si comporta in maniera simile a questo rettile. Perché un’aggressione del genere è tanto più spietata quanto più viene perpetuata a sangue freddo, in maniera calcolata. Forse.

O forse no.

In fondo, chi di noi può dire che cosa passi nella mente di chi compie violenza, nel momento stesso in cui la perpetra?

Immagine di un volantino stampato in occasione del 25 novembre 2021

Nel mondo, la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3.

I dati Istat in Italia mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici.

La situazione, che nonostante si parli di donne, non era già rosea di per sé, con l’esplosione dell’attuale Pandemia del Covid19 è andata peggiorando. Se le famiglie trascorrono più tempo assieme aumenta il rischio che le donne e i figli siano esposti alla violenza, soprattutto se vi sono situazioni di indigenza o perdita di lavoro. Man mano che le risorse economiche diventano più scarse, aumentano anche forme di abuso, di potere e di controllo da parte del partner. La violenza sembra essere inversamente proporzionale al benessere, come spesso accade.

E così, l’altra metà del cielo di si tinge di rosso, anziché di rosa: il colore che, da sempre, per tradizione è associato alle donne.

E la metà mancante assume tonalità sempre più scure, nere, delittuose.

La violenza ha molte forme: verbale, psicologica, fisica. Ma la violenza non comincia da un gesto, semmai è il contrario. La violenza comincia da un “non gesto”, da qualcosa che NON facciamo. La violenza comincia dal silenzio. Dall’indifferenza, da quegli occhi che si abbassano invece di esprimere imbarazzo, rabbia, indignazione. Invece che diventare come brace ardente, e farci reagire.

E’ per questo che noi di Podcastory abbiamo deciso non solo di parlarne, ma… di darle voce!

“Contro il vetro” è una miniserie podcast in 3 puntate, scritta e pensata per denunciare la violenza contro le donne. Nata dalla penna di Roberta Breda, autrice giovane ma che sa toccare le corde giuste, e dall’interpretazione di quattro voci d’eccezione (Giada Bonanomi, Fabiana Sera,  Giulia Santilli e Giuppy Izzo).

“Contro il Vetro” è il nostro grido di sdegno contro la violenza, il solo modo che conosciamo per non restare in silenzio.